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Cosa fare in caso di morso inverso anteriore?

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L’inversione dei rapporti antero-posteriori tra gli incisivi superiori ed inferiori dà luogo al morso inverso anteriore o cross-bite anteriore che è una situazione di cui i genitori si accorgono immediatamente perché altera notevolmente il sorriso e l’estetica del bambino; questa patologia infatti non modifica solo il rapporto tra i denti inferiori (che si spostano più avanti) e quelli superiori (che si spostano più indietro) ma altera anche l’estetica del terzo inferiore del viso rendendo la mandibola molto più “evidente” sia a riposo che in funzione.

 morso inverso anteriore

Quando si fa questo tipo di diagnosi diventa molto importante verificare se in famiglia ci siano altre persone che presentano lo stesso tipo di alterazione in quanto può essere presente una componente genetica che potrebbe aggravare la prognosi.

Il morso inverso anteriore è caratterizzato, quindi, dal fatto che  presenta  l’arcata inferiore cresce troppo in avanti o semplicemente molto di più rispetto all’arcata superiore, per cui durante lo sviluppo si vengono coinvolte tutte le strutture cranio – facciali: con il passare del tempo si modifica, in modo sempre più evidente l’estetica del viso.

In queste situazioni, vista la gravità delle alterazioni funzionali che si instaurano e che portano ad un peggioramento continuo della malocclusione, è indispensabile un valido inquadramento diagnostico da cui deriva una terapia adeguata.

Appena ci si rende conto del problema, quindi, andrà fatta una attenta valutazione, al massimo intorno ai  5 -6 anni  in modo tale da intervenire quando le alterazioni scheletriche sono ancora contenute.

La terapia, quando possibile, consiste nell’intervenire con apparecchi ortodontici/ortopedici  specifici per stimolare la crescita del mascellare superiore   e bloccare oppure rallentare lo sviluppo dell’arcata inferiore.


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Quando devo lavare i denti?

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La pulizia costante e continua dei denti rappresenta la migliore strategia per prevenire la carie e le malattie delle gengive (malattia parodontale). Questa regola vale sia per i denti di latte che per quelli permanenti. I denti andrebbero lavati ogni qual volta che si mangia, ma in generale si ritiene che è sufficiente lavarli dopo i pasti principali: dopo colazione, dopo pranzo e dopo cena. E’ importante anche la durata dello spazzolamento, infatti si irtiene che in meno di 3 minuti non si riesca a raggiungere un buon livello di igiene orale.

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Questo tipo di abitudine è fondamentale che si acquisisca da bambini, infatti Quando un bambino impara a lavare bene i denti, memorizza i movimenti corretti e non li dimenticherà più per tutta la vita in quanto si crea una sorta di automatismo.

Lo spazzolamento quotidiano dei denti è particolarmente importante per i bambini i quali sono particolarmente ghiotti di caramelle e dolciumi e per questo rappresentano i candidati principali ad essere colpiti dalla carie:  è proprio nella fase di crescita che si è più soggetti all’incidenza di patologie cariose a carico dei denti.

Non dimentichiamo quindi che è necessario spazzolare i denti ogni volta per un tempo adeguato; questo tempo deve raggiungere almeno una durata di 3 minuti.

 


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Cosa fare se mio figlio mette la penna in bocca?

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Questa abitudine rientra nel vasto capitolo dei vizi orali al pari del mordersi le unghie o succhiarsi il dito. Al di la degli aspetti squisitamente igienici in quanto la penna può essere poggiata dappertutto e perciò rappresenta un veicolo di germi al distretto orale, il problema visto dal dentista si complica per il fatto che questo vizio determina, a lungo andare, delle conseguenze a carico dei denti. Avremo la comparsa di conseguenze meccaniche, infatti mettere la penna in bocca e morderla sviluppa dei movimenti parossistici con lo sviluppo di microtraumi occlusali la cui conseguenza potrà essere la comparsa di sottili linee di frattura nello smalto degli incisivi, linee di frattura che con il tempo possono pigmentarsi dando al dente un aspetto antiestetico.  Oltre, però al problema biomeccanico, il persistere del mettere la penna in bocca comporta delle alterazioni miofunzionali,  infatti si innescheranno dei meccanismi propriocettivi a carico di labbra e lingua che con il tempo possono determinare lo spostamento degli elementi dentari.

Appare chiaro che quindi esistono molte buone ragioni per eliminare questo vizio orale, ma eliminarlo non è certamente semplice, infatti, sono coinvolti anche in questa problematica una serie di aspetti psicologici.

 


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Quanti denti abbiamo in bocca?

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Nonostante non sia molto difficile contare i denti presenti in bocca spesso ci si confonde soprattutto quando la permuta dentale è nella fase di “dentizione mista” dove convivono alcuni elementi della dentatura decidua ed alcuni della dentatura permanente.

nella fase di dentatura decidua cioè   dai 3 anni fino ai sei anni abbiamo 20 denti e precisamente:

8 incisivi ( 4 superiori e 4 inferiori)

4 canini ( 2 superiori e 2 inferiori)

8 molaretti di latte (4 superiori e 4 inferiori)

 

 

nella dentatura permanente abbiamo complessivamente 32 denti:

8 incisivi ( 4 superiori e 4 inferiori)

4 canini ( 2 superiori e 2 inferiori)

8 premolari (4 superiori e 4 inferiori)

12 molari ( 6 superiori e 6 inferiori compresi i denti del giudizio)

 

tra la dentatura decidua e la dentatura permanente, cioè nel periodo che va tra i 6 i 12 anni abbiamo la presenza contemporanea di alcuni denti di latte (che devono ancora essere sostituiti) con i denti permanenti e perciò si parla di dentatura mista.

La differenza tra i denti decidui e i denti permanenti oltre che per le dimensioni si può apprezzare nel diverso colore e nelle differenze morfologiche; in caso di dubbi l’esame strumentale che consente di poter verificare lo stato della permuta dentale e quindi di effettuare uno status dentale è dato da un esame radiografico, l’ortopantomografia.


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Devo fare qualcosa se mio figlio russa?

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Quando un bambino russa significa c’è qualcosa che non va. Russare saltuariamente, magari in presenza di uno stato infiammatorio delle prime vie aeree, non è certo qualcosa per cui allarmarsi; il quadro clinico è completamente diverso se invece ci troviamo davanti ad una situazione nella quale il russare è persistente e tende ad associarsi a delle fasi di apnea. In questo caso si rende necessaria una valutazione dello stato delle vie aeree consultando uno specialista in quanto l’aiuto dell’ortodontista potrà passare esclusivamente attraverso una espansione del mascellare superiore (quando indicato) ed un eventuale avanzamento mandibolare, ed in alcuni casi rieducando la funzione linguale attraverso degli specifici esercizi.

La polisonnografia rappresenta l’esame strumentale che meglio consente di valutare tutti questi aspetti. Molto spesso l’approccio terapeutico è un approccio multidisciplinare.


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Quali sono le possibili conseguenze per l’uso prolungato del biberon?

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quando non è possibile o non è sufficiente l’allattamento al seno materno viene di solito consigliato dai pediatri l’utilizzo di un latte sostitutivo che viene somministrato al bambino attraverso l’uso di un biberon. L’utilizzo del biberon è certamente insostituibile per quanto riguarda l’apporto nutrizionale ma il suo uso determina l’instaurarsi di un meccanismo deglutitorio che non è sovrapponibile a quello fisiologico. La lingua infatti non deve più “spremere” il capezzolo materno ma deve solo applicare una leggera pressione e questo fa si che con il passare dei mesi si acquisti un pattern deglutitorio che porterà ad incrementare la dimensione verticale inferiore del viso. Di conseguenza anche le labbra subiscono una serie di alterazioni morfologiche e funzionali con una riduzione del tono della muscolatura masticatoria.

Se questo meccanismo si protrae per anni si avranno delle conseguenze veramente serie sul funzionamento della bocca e quindi sul posizionamento dei denti con la creazione di un open bite, di affollamento dentale. La risoluzione di tali problematiche potrà avvenire grazie ai dispositivi ortodontici ma non sarà stabile nel tempo se non si realizzerà una riabilitazione funzionale di tutto il distretto muscolare orale coinvolto in questo meccanismo.


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Quando cadono i primi denti da latte?

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6 deciduous-teeth-10426230La fase della permuta dentaria copre un periodo di tempo molto lungo, infatti  L’avventura della permuta dentale inizia intorno ai sei anni di età. I primi dentini che si cambiano di solito sono gli incisivi inferiori. Nel lasso di tempo compreso tra i sei e gli otto anni si cambieranno tutti i denti del gruppo incisivo, i quatto incisivi inferiori ed i quattro incisivi superiori. Normalmente la  sequenza di permuta è data dai due incisivi centrali inferiori  seguita dalla permuta dei due incisivi centrali superiori; dopo un periodo di pausa si cambiano i due incisivi laterali inferiori  e successivamente i due incisivi laterali superiori.

Non va assolutamente dimenticato che nel periodo in cui anteriormente si cambiano gli incisivi centrali, nella zona posteriore della bocca erompono i primi molari permanenti che compaio al di dietro del secondo molaretto di latte senza far cadere nessun altro dente. L’eruzione dei primi molari rappresenta un momento importantissimo, infatti il loro posizionamento in senso antero-posteriore, trasversale e soprattutto verticale caratterizzerà il successivo sviluppo della bocca e sarà determinante nello sviluppo o meno di patologie dell’articolazione temporo-mandibolare.


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Cosa fare in caso di morso aperto?

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Il morso aperto è quella chiusura errata della bocca che è caratterizzata dal fatto che gli incisivi, superiori ed inferiori, non si toccano, ed in questo spazio vuoto si inserisce la lingua che perpetua il meccanismo funzionale che condiziona a sua volta  l’aspetto morfologico. Questo tipo di malocclusione si manifesta precocemente, già a 4-5- anni, e sicuramente a quell’età non rappresenta un problema estetico ma potrà dare delle importanti conseguenze durante la crescita a carico della fonesi, della masticazione, della deglutizione e della masticazione con conseguenze sulla digestione e assimilazione dei cibi.

Questo tipo di malocclusione è tra le più semplice ad essere diagnosticata infatti normalmente, in questa situazione il bambino tende a restare con le labbra aperte e riesce con difficoltà ad avvicinare le labbra fra di loro. In questi casi spesso i due incisivi centrali superiori prendono una forma di “V” mentre gli incisivi inferiori tendono ad affollarsi.

 

 il diametro trasversale dell’arcata dentale superiore e’ ridotto per il mancato  sviluppo sia del pavimento delle fosse nasali sia del palato che risulta stretto;  nella parte posteriore della bocca la chiusura dei denti di sopra con quelli  di  sotto e’ al contrario; la faccia e’ allungata e stretta; gli incisivi superiori non sono allineati lungo una curva, ma  sono a punta; i denti frontali inferiori sono arretrati. Il bambino può avere  sonnolenza di giorno, scarso rendimento sportivo e talvolta anche scolastico: il motivo e’ che la sua respirazione e’ ridotta di 1/3 rispetto a quella nasale per cui arriva meno ossigeno ai polmoni.

ORTODONZIA QUANDO?

Dai 4 anni di età esiste la possibilità di correggere – con un apparecchio ortodontico sia il modo sbagliato di respirare e deglutire sia la posizione errata delle arcate dentali


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Myobrace® Systems

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Myobrace® Systems

In 1991, Myofunctional Research Co (MRC) introduced the pre-orthodonmyobracetic TRAINER (T4K™). This was the first CAD prefabricated which was universally-sized (one size fits all) appliance in the world.


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La famiglia francese degli EF

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GLI EF

di questa famigli  di dispositivi preformati ne esistono diversi tipi.